“L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA ALLA LIBERTÀ DEGLI ALTRI POPOLI E COME MEZZO DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI”
(Dall’art. 11 della Costituzione Italiana)
Vorrei condividere con voi una scena per me indimenticabile del Piccole Donne del 1933 di George Cukor (il primo di una lunga serie di rifacimenti cinematografici del romanzo di Louisa May Alcott).
Siamo nella New York di fine Ottocento. Il professor Bhaer (Paul Lukas), immigrato tedesco che in Germania era professore universitario, ma in America è costretto ad arrangiarsi come può, sta suonando il pianoforte nel salotto del pensionato economico dove alloggia, pensando di essere da solo… Non sa che un’aspirante scrittrice, Jo March, interpretata da una giovanissima Katharine Hepburn (la Jo più convincente del cinema), sta ricamando nella stanza accanto…
«Solo chi sa cosa sia il desiderio
Può capire quanto io soffra…
Solo e tanto lontano da gioia e felicità…
I miei sensi vengono meno
Un fuoco ardente brucia e mi divora…»
Il testo di Goethe è sorprendente: dallo sconforto più profondo apre all’improvviso alla passione ardente… Ma la musica di Tchaikovsky trascende, fa palpitare. Riesce a dar voce a un immigrato timido e riservato come il professor Baher, e ad accendere la passione di Jo… Diventa un ponte tra queste due anime incomprese immaginate dalla Alcott, che si ritrovano per puro caso in una pensioncina economica del “Nuovo Mondo”… Solo i grandi riescono a fare tanto…
Nur wer die Sehnsucht kennt significa “Soltanto chi conosce il sentimento”. Di seguito, vi lascio il brano integrale.
